"Ma io non voglio andare dove c'e` gente matta!" disse Alice.
"Oh non ne puoi fare a meno, - disse il Gatto, - qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta."
"Come sai che io sia matta?" domandò Alice.
"Tu sei matta, - disse il Gatto, - altrimenti non saresti venuta qui."
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lunedì 29 settembre 2008
domenica 28 settembre 2008
il giorno prima del trasloco
perchè, con i capelli grigi, non avrò bisogno di bugie né di invenzioni, ma avrò avuto tutto dalle mie due grandi passioni:
LUI e le parole.

Come si ricorda una vita? Magari inventando il passato. Oppure, complici le bugie della memoria, provando a ricostruirlo attraverso due grandi passioni: gli uomini e le parole.
dalla quarta di copertina di
Iaia Caputo, Dimmi ancora una parola, Guanda
sabato 20 settembre 2008
giovedì 18 settembre 2008
Il riposo della guerriera
(sfogliando Lady Day, il bellissimo libro su Billie Holiday, dopo aver finito la scheda su Le età del jazz)
... e io canterò,
senza aver timore che mi ascoltino.
William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate
martedì 16 settembre 2008
essenzialità (durante una pausa mela verde in ufficio stampa)
Muriel Spark, Atteggiamento sospetto, Adelphi
domenica 14 settembre 2008
Ultimo mese a Cambridge
La mia scrivania e' ancora piena di fogli, biglietti ATM e libri. E i libri, soprattutto i libri, sono aumentati a dismisura recentemente. Il pianoforte e' ancora li' e non so che fine fara'. Quattro computer (quelli che ho sotto la scrivania) sono veramente troppi per un trasloco, anche loro hanno un destino incerto.
Lettere dalla banca, contratti di lavoro, payslips: definizioni legali della mia vita che non posso non portare con me. E poi ci sono i vestiti, quelli nuovi, quelli vecchi, quelli comprati a Milano, quelli per le cene formali ai College.
Non so di quante valigie ho bisogno per portare tutto. Ma ho la voglia e la gioia di trasferirmi.
Svuotando la mia camera mi sembra di condensare in oggetti il ricordo della mia vita qui. E l'impressione e' strana: Cambridge nel quotidiano non l'ho vissuta troppo bene ma a vederla cosi', adesso, capisco che questo e' stato uno dei periodi piu' importanti della mia vita. Anche perche' e' in questi undici mesi che e' nato il motivo per cui sto andando via.
Mia delicatissima Antonella, stiamo andando a vivere insieme. Il periodo di transizione sara' complesso (ma non difficile), sballottolato come saro' tra Inghilterra e Italia, ma in uno o due mesi le cose saranno molto piu' lineari.
La nostra nuova vita sta prendendo forma. E non c'e' bisogno di sforzarsi per vederla.
giovedì 28 agosto 2008
mercoledì 27 agosto 2008
mentre scrivo il copertinario per L'albero delle arance - Carlos Fuentes
ho letto l'incipit. Folgorante.
Vidi tutto questo. La caduta della grande città azteca, in mezzo al frastuono dei tamburi, l'urto dell'acciaio contro la selce e il fuoco dei cannoni castigliani. Vidi l'acqua bruciata della laguna sulla quale fu fondata la Grande Tenochtitlan, due volte più grande di Córdoba.
Caddero i templi, i trofei, le insegne. Caddero anche gli dèi. E il giorno successivo alla sconfitta, cominciammo a erigere le chiese cristiane con le pietre dei templi indios. Chi fosse curioso o incredulo troverà alla base delle colonne della cattedrale della città di Messico i simboli magici del Dio della Notte, lo specchio fumante di Tezcatlipoca. Quanto dureranno le nuove dimore del nostro Dio unico, costruite sulle rovine non di uno ma di mille dèi? Forse quanto i loro nomi: Pioggia, Acqua, Vento, Fuoco, Spazzatura..
In realtà, non lo so. Io sono appena morto del mal francese. Una morte atroce, dolorosa, inevitabile. Un fiorire di piaghe regalatomi dai miei stessi fratelli indigeni, in cambio dei mali che noi spagnoli portammo loro. Mi meraviglia vedere la città di Messico popolata dalla sera alla mattina da visi butterati, segnati dal vaiolo, distrutti come le strade della città conquistata. Si agita, ribollente, l'acqua della laguna; i muri hanno contratto una lebbra incurabile; i visi hanno perduto per sempre la loro nera bellezza, il loro profilo perfetto: l'Europa ha sfregiato per sempre il volto a questo Nuovo Mondo che, a ben vedere, è più vecchio di quello europeo. .
martedì 26 agosto 2008
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