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martedì 7 ottobre 2008

M'asterisco (pensando a Shakespeare e a Marianne Faithfull)


**** Sappiamo che cosa siamo, ma non quello che possiamo essere****
William S., 
Amleto, Atto IV, scena IV

giovedì 2 ottobre 2008

billy amore e fantasia: NOMI, COGNOMI E D EUFONICHE

cielo grigio grigio, con pioggia. primo giorno di maglione a collo alto. color sottobosco, come dice la Dany. mattina relax a lavoro. sorseggio tisana yogica e leggo la nuova rassegna stampa di Oblique, mentre continuano a tornarmi in mente il lettino stretto stretto di stanotte, la finestra enorme sulla parete al buio, la luce della colazione di stamattina caffè tazzine thun e Repubblica calda calda di stampa, e soprattutto 
due pazzi esausti che trascinano ridendo una Billy rossa su per cinque piani.. a piedi alle 2 di notte!!!



"[...] specie negli ultimi tempi aveva dato a tutti gli amici l'impressione [...] di aver trovato la serenità, se non addirittura la felicità con la moglie, che chiamava con il nome e cognome: Karen Green. Non si trattava di un vezzo, ma di un elemento rivelatorio del carattere e del suo sguardo sull'esistenza: in quel modo di rivolgersi per esteso alla donna che amava, c'era certamente un misto di ironia ed affetto, ma soprattutto l'esigenza di comprendere con infinita precisione ogni elemento dell'esistenza, anche il più piccolo."

David Foster Wallace, lo scrittore fragile dell'ironia e dell'angoscia
Antonio Monda, la Repubblica, 15 settembre

lunedì 29 settembre 2008

traslocando

domenica 28 settembre 2008

il giorno prima del trasloco

perchè, con i capelli grigi, non avrò bisogno di bugie né di invenzioni, ma avrò avuto tutto dalle mie due grandi passioni: 
LUI e le parole.



Come si ricorda una vita? Magari inventando il passato. Oppure, complici le bugie della memoria, provando a ricostruirlo attraverso due grandi passioni: gli uomini e le parole.
dalla quarta di copertina di
Iaia Caputo, Dimmi ancora una parola, Guanda

sabato 20 settembre 2008

stendbaimi


venerdìsabatodomenica

giovedì 18 settembre 2008

Il riposo della guerriera

(sfogliando Lady Day, il bellissimo libro su Billie Holiday, dopo aver finito la scheda su Le età del jazz)


... e io canterò,
senza aver timore che mi ascoltino.

William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate



martedì 16 settembre 2008

essenzialità (durante una pausa mela verde in ufficio stampa)



Ho imparato sulla mia pelle che basta poco, nell'arte dello scrivere, per comunicare una quantità di cose e che, d'altra parte, una quantità di parole può anche comunicare pochissimo.
Muriel Spark, Atteggiamento sospetto, Adelphi

domenica 14 settembre 2008

Ultimo mese a Cambridge

La mia scrivania e' ancora piena di fogli, biglietti ATM e libri.  E i libri, soprattutto i libri, sono aumentati a dismisura recentemente. Il pianoforte e' ancora li' e non so che fine fara'. Quattro computer (quelli che ho sotto la scrivania) sono veramente troppi per un trasloco, anche loro hanno un destino incerto.
Lettere dalla banca, contratti di lavoro, payslips: definizioni legali della mia vita che non posso non portare con me. E poi ci sono i vestiti, quelli nuovi, quelli vecchi, quelli comprati a Milano, quelli per le cene formali ai College.
Non so di quante valigie ho bisogno per portare tutto. Ma ho la voglia e la gioia di trasferirmi.

Svuotando la mia camera mi sembra di condensare in oggetti il ricordo della mia vita qui. E l'impressione e' strana: Cambridge nel quotidiano non l'ho vissuta troppo bene ma a vederla cosi', adesso, capisco che questo e' stato uno dei periodi piu' importanti della mia vita. Anche perche' e' in questi undici mesi che e' nato il motivo per cui sto andando via.

Mia delicatissima Antonella, stiamo andando a vivere insieme. Il periodo di transizione sara' complesso (ma non difficile), sballottolato come saro' tra Inghilterra e Italia, ma in uno o due mesi le cose saranno molto piu' lineari.
La nostra nuova vita sta prendendo forma. E non c'e' bisogno di sforzarsi per vederla.
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