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sabato 18 settembre 2010





"Cucinare per Margherita vuol dire fare i biscotti. Quegli stessi biscotti per cui si è sposata - e prima delle nozze, ha passato notti a impastarne e sfornarne quantità ingenti per il ricevimento, tanto che al suo matrimonio quasi non poteva più calzare le scarpe, perché le si erano gonfiati i piedi per la fatica... Quegli stessi biscotti di cui mi riempie una scatola, quando vengo via - ma questi sono speciali, con la glassa di zucchero e albume colorata di rosa: Margherita li ha fatti così per festeggiare la Pasqua.

I biscotti del ricevimento
Nel ricettario di Margherita, i biscotti vengono al primo posto, prima degli antipasti, prima delle pietanze salate.
Ci sono i biscotti che fanno a Pasqua e a Natale, i biscotti al burro per il té, gli squisiti, gli scaurati. [...] Le dosi di Margherita sono industriali, ci saranno biscotti da regalare a tutti, proprio come fa lei."

la cucina imperfetta delle madri


"Io ho sposato per due motivi. Il primo erano i biscotti, che si facevano per il ricevimento. Il secondo era la vestina scampanellata. Il terzo, poi, era che a Ignazio Chiaramonte lo preferivo". [...]
Complice del figlio, inventava pretesti col marito Ignazio, confezionava ad hoc i malesseri del piccolo Carmelo, febbri misurate col termometro immerso nella tazzina del tè. Allora Ignazio andava da solo a lavoro nei campi; la scusa di badare al bambino malato esentava margherita dall'incombenza di seguirlo. Lei e Carmelo restavano a casa, il malessere miracolosamente guariva, e insieme facevano i biscotti. Biscotti, e non solo. [...] Impastare, tagliare, sfornare, avranno sempre il sapore dei gesti di Margherita. "La sua - dice Carmelo (futuro grande chef, ndb) - è la cucina imperfetta delle madri, quella di cui nessuno parla mai." Quella da cui noi tutti veniamo.
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