"Ma io non voglio andare dove c'e` gente matta!" disse Alice.
"Oh non ne puoi fare a meno, - disse il Gatto, - qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta."
"Come sai che io sia matta?" domandò Alice.
"Tu sei matta, - disse il Gatto, - altrimenti non saresti venuta qui."
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giovedì 16 ottobre 2008
rovistando nella vecchia sede di ISBN... incetta di libri!

"La fine dell'amore c'entra col fondo delle tazze bianche, che piano piano diventano scure e macchiate. C'entra con i bicchieri che da sei sono diventati quattro e c'entra anche con la cucina all'ingrosso che più di due anni non regge perché inizia a scollarsi e lascia vedere che è fatta di nulla. Tutta plastica e laminati, e tu hai voglia a fare come se fosse legno e acciaio, ora si capisce perché costava così poco: non è capace di far durare l'amore e di far durare le sue parti finte. Non è capace di restare come per la foto mentre tu la ricordi così com'era, perfetta sul catalogo a cento pagine, con le luci fluo e le ciotole azzurre".
mercoledì 15 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
mentre io.

arrivata mail di gianlu in cui si SCUSA di non arrivare giovedì notte, ma venerdì mattina.
Certo, è una cosa grave, dovrà farsi perdonare.
Ho qlc idea..
venerdì 10 ottobre 2008
Votare per Obama o Mc Cain. O andare a vivere insieme.
"Il cervello [...] è un cervello emotivo. Non è una macchina di calcolo alla ricerca obiettiva dei dati, delle cifre e delle politiche giuste. Le uniche persone che ho incontrato che prendono le loro decisioni analizzando nei dettagli e pesando ogni dettaglio hanno danni alle regioni dei lobi frontali o una psicopatologia. Perché, come disse quasi tre secoli fa il filosofo David Hume,
è la ragione ad essere schiava delle emozioni e non viceversa."
Drew Westen, La mente politica, Il Saggiatore
mercoledì 8 ottobre 2008
Una giornata da raddrizzare.
Mi è venuta in mente durante la riunione coi venditori. Sono paZZZZZZa, lo so. Mentre si parlava di numeri, prenotazioni e vendite, io mi sforzavo di ricordare dove cavolo avessi letto questa frase.
Tutti diritti lì dentro, in quella sala, ed io, invece, oggi più obliqua che mai.
Sarò venuta al mondo di sbieco...
C'è chi nasce in collina, chi in una valle. I più crescono in pianura.
Io sono venuta al mondo di sbieco, ed è così che sono sempre vissuta.
J. Winterson, Il custode del faro, Mondadori
martedì 7 ottobre 2008
M'asterisco (pensando a Shakespeare e a Marianne Faithfull)

**** Sappiamo che cosa siamo, ma non quello che possiamo essere****
William S.,
Amleto, Atto IV, scena IV
lunedì 6 ottobre 2008
giovedì 2 ottobre 2008
billy amore e fantasia: NOMI, COGNOMI E D EUFONICHE
cielo grigio grigio, con pioggia. primo giorno di maglione a collo alto. color sottobosco, come dice la Dany. mattina relax a lavoro. sorseggio tisana yogica e leggo la nuova rassegna stampa di Oblique, mentre continuano a tornarmi in mente il lettino stretto stretto di stanotte, la finestra enorme sulla parete al buio, la luce della colazione di stamattina caffè tazzine thun e Repubblica calda calda di stampa, e soprattutto
due pazzi esausti che trascinano ridendo una Billy rossa su per cinque piani.. a piedi alle 2 di notte!!!

"[...] specie negli ultimi tempi aveva dato a tutti gli amici l'impressione [...] di aver trovato la serenità, se non addirittura la felicità con la moglie, che chiamava con il nome e cognome: Karen Green. Non si trattava di un vezzo, ma di un elemento rivelatorio del carattere e del suo sguardo sull'esistenza: in quel modo di rivolgersi per esteso alla donna che amava, c'era certamente un misto di ironia ed affetto, ma soprattutto l'esigenza di comprendere con infinita precisione ogni elemento dell'esistenza, anche il più piccolo."
David Foster Wallace, lo scrittore fragile dell'ironia e dell'angoscia
Antonio Monda, la Repubblica, 15 settembre
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